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Gavello
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mwhqGavello (mwhgGavèo in mwhwvenetocite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq1 409 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Rovigo in mwkwVeneto, situato a sud-est del mwlacapoluogo.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Il paese di Gavello è situato circa al centro del territorio comunale, nella parte medio-orientale del mwmaPolesine e del quale riprende le caratteristiche geografiche salienti: terreno pianeggiante ad uso agricolo e ricco di corsi d'acqua, in gran parte artificiali, necessari per la regolamentazione delle acque reflue.

Storia

L'abitato di Gavello ha origini antichissime, forse mwnqpelasgiche o mwngfenicie anche se più probabilmente mwnwpaleovenete, sorto sui terreni affioranti dalle circostanti paludi, che a quel tempo si affacciavano sul mwoamare Adriatico contendendole alla vicina mwoqAdria. Nel periodo che seguì l'antico centro gravitò attorno alla cittadina (allora) rivierasca che si sviluppò tra il mwogXII ed il mwowXI secolo a.C. per la necessità degli antichi Greci di avere un porto commerciale. Di Adria ne seguì le vicende politiche e storiche passando per mwpaGallia Cisalpina fino alla pacifica integrazione nella mwpqRepubblica romana. Fu a quest'ultima che si deve il nome con cui è conosciuta attualmente e se la sua importanza rimase nei secoli a venire. Il centro era una stazione di cambio posta alla settima miliare della strada romana, nota come mwpgCabellum, che collegava mwpwHatria (la moderna Adria) con mwqaTriginta (trentesima miliare e dove sorge l'attuale mwqqTrecenta) e da dove poi la via si biforcava verso mwqgMantova e mwqwVerona. Inoltre ad un solo miglio passava un'altra importante strada che si dirigeva verso sud raggiungendo mwraFerrara e poi mwrqBologna.cite-ref-veneto-iii-p-12-5-0[5]

Secondo alcuni storici polesani, tra cui gli adriesi Ottavio (1697-1749), Francesco Girolamo (1748-1810) e Francesco Antonio Bocchi (1828-1888)cite-ref-comune-di-adria-6-0[6] e A De Bon, si ipotizza che la sua importanza crebbe al punto che nell'mwtwVIII secolo esercitasse il suo dominio territoriale fino a mwuaMassa Campilia, l'attuale mwuqSant'Apollinare frazione sita a qualche chilometro a sud di mwugRovigo. A tal proposito viene citata una bolla papale in mwuwlatino datata mwva755 indirizzata da mwvqpapa Adriano I a mwvgCarlo Magno dove si cita mwvwquandam brevissimam civitatem gabellensem. Certo è che anche nell'mwwaAlto Medioevo seguì le vicende politiche storiche ed ecclesiastiche di Adria.cite-ref-veneto-iii-p-12-5-1[5]

Attorno al mwxgVI secolo si stabilì una comunità monastica dell'mwxwOrdine di San Benedetto costruendo un'mwyaabbazia sul punto più elevato dei terreni circostanti per preservarne l'integrità dalle frequenti esondazioni dei corsi d'acqua principali e che variavano il livello delle paludi circostanti. Nel corso degli anni gli stessi avviarono un lavoro di bonifica del territorio costruendo vari mwyqargini ancora presenti nella struttura e toponomastica del luogo. Uno di questi, che divide Gavello dal territorio del comune di mwygVillanova Marchesana, è ancora citato come "l'Argine dei Frati".cite-ref-veneto-iii-p-12-5-2[5]

Tra i monaci che vissero e lavorarono nell'Abbazia uno tra i più famosi fu il sassone frate Beda, in seguito santificato, arrivato al convento nell'mwaa874 e vi soggiornò fino alla sua morte, il 10 aprile mwaq883. In seguito i suoi resti vennero portati da frate Giovanni Bevilaqua a mwagGenova e deposti nella Chiesa di San Benigno. Opportuno è chiarire che, diversamente da quanto citato da fonti meno accurate, San Beda "da Gavello" non è lo stesso San mwbaBeda il Venerabile (672 ca. – 25 maggio 735) vissuto nel mwbqmonastero benedettino di San Pietro e San Paolo a Wearmouth (oggi parte del mwbgSunderland), in mwbwInghilterra, e a mwcaJarrow, in mwcqNorthumberland.cite-ref-veneto-iii-p-12-5-3[5]cite-ref-veneto-iii-p-13-7-0[7]

L'abbazia prosperò fino alla metà del mwewXII secolo quando la mwfarotta di Ficarolo e le seguenti sconvolsero il corso del mwfqPo inondando per anni i territori e costringendo i monaci a riparare nella vicina mwfgCanalnovo, ora frazione di Villanova Marchesana, dove edificarono un nuovo mwfwmonastero con annessa chiesa. L'abbandono dell'originaria abbazia ne provocò la definitiva rovina ed amministrativamente venne soppressa nel mwga1425 sostituendola con una mwgqcommenda diretta da un solo monaco per sopperire alle esigenze spirituali della comunità.cite-ref-veneto-iii-p-13-7-1[7]

Nel mwhw1482 lo scoppio della mwiaGuerra di Ferrara, citata anche come Guerra del sale, ebbe conseguenze disastrose per gran parte del mwiqPolesine. Il conflitto, vinto dai veneziani, si risolse con la pace di Bagnolo ed il territorio di Gavello ed in generale il Polesine passo sotto il controllo della Serenissima fino al tardo mwigXVIII secolo.

La mwjacaduta della Repubblica di Venezia del mwjq1797 ad opera della mwjgGrande Armata, l'mwjwesercito mwkafrancese guidato da mwkqNapoleone Bonaparte mutò nuovamente l'assetto politico di Gavello. In un atto di vendita datato 15 novembre di quello stesso anno e conservato presso il locale archivio arcipretale si cita che i possedimenti dell'Abbazia di Santa Maria e di San Pietro Martire furono confiscati dall'amministratore Emanuele Haller per conto della mwkgRepubblica Cisalpina e venduti ad Antonio Finotti di mwkwBologna e Raffaele Lampronti di mwlaFerrara per 22 000 pezze di Spagna.

Il dominio francese durò fino alla caduta di Napoleone. Il 20 aprile mwlg1814 il Veneto, ed anche Gavello, venne restituito agli asburgici e con la caduta del Regno, quello stesso mese, la città e l'intero Veneto tornarono all'mwlwImpero d'Austria, che incorporò, dal mwma1815, i territori nel mwmqRegno Lombardo-Veneto.

In seguito Gavello seguì le vicissitudini storico politiche legate al Polesine ed al suo capoluogo mwmwRovigo, con l'annessione del Veneto al mwnaRegno d'Italia avvenuto nel mwnq1866 al termine della mwngterza guerra di indipendenza.

Simboli

Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 21 giugno 1891.cite-ref-8[8]

«

Troncato

di rosso e di verde, alla

gemella

ondata d'argento,

in banda

; colla

fascia

dello stesso, attraversante; il primo punto ad una

corona

, il secondo al monte di tre colli, all'italiana, cimato da una crocetta di calvario, addestrato, in alto, da una crocetta scorciata, il tutto d'oro.

»

Il gonfalone, concesso con RD del 22 febbraio 1934cite-ref-10[10], è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Le strutture architettonicamente più rilevanti si trovano attorno o nelle immediate vicinanze del centro della cittadina polesana, l'attuale Piazza XX Settembre. Qui vi si affacciano a nord il Palazzo municipale, già parte del Palazzo Grimani, ad est la chiesa arcipretale della Beata Vergine delle Grazie con facciata rivolta ad occidente, e un lato del Palazzo Gradenigo Mocenigo. Interessante anche l'edificio scolastico che riprende l'impostazione generale di questa tipologia architettonica civile dei primi anni del XX secolo. Curiosa infine l'origine della piccola chiesa della Beata Vergine della Salute, sita in località Magnolina, una ex mwtgsala da ballo ristrutturata dopo il termine della mwtwseconda guerra mondiale ed aperta al culto per soddisfare l'esigenza dei fedeli del piccolo centro posto a 5mwua km da Gavello.cite-ref-veneto-iii-p-13-7-2[7]cite-ref-veneto-iii-p-14-11-0[11]

Architetture religiose

Per la mwwwChiesa cattolica il territorio è una mwxaparrocchia del mwxqvicariato di Villadose, a sua volta divisione amministrativa della mwxgdiocesi di Adria-Rovigo.

• Chiesa arcipretale della Beata Vergine delle Grazie (mwzgXVI-mwzwXVIII secolo). Sito nell'attuale Piazza XX Settembre, l'edificio religioso occupa la posizione dove sorgeva la cappella dell'antica Abbazia mw0abenedettina del mw0qVI secolo e distrutta nel mw0gXIII secolo dalla rovinosa esondazione del fiume mw0wPo citata come mw1aRotta di Ficarolo. Del precedente edificio rimangono l'mw1qabside e la parte inferiore del mw1gcampanile fino alla mw1wcella campanaria, quest'ultima interessata da un rifacimento datato mw2a1828. Più volte restaurata ed ampliata, l'attuale aspetto risale ai primi anni del XVIII secolo caratterizzata dalla pianta a mw2qnavata unica e dalla sobria mw2gfacciata mw2wbarocca costituita da quattro mw3aparaste doriche su alto plinto. Completano la facciata un mw3qtimpano al cui interno è situato un piccolo mw3grosone, una coppia di grandi finestre rettangolari e, sopra il mw3wportale. una mw4anicchia dove si trova una statua di San mw4qPietro Martire.cite-ref-veneto-iii-p-13-7-3[7]cite-ref-12[12]
• Chiesa della Beata Vergine della Salute, in località Magnolina. (mw6wXX secolo).

Architetture civili

• Palazzo Gradenigo Mocenigo (fine XVI-mw8wXVII secolo). Affacciato all'attuale Via Giacomo Matteotti si compone di una parte centrale a tre piani sormontata da un timpano più due ali laterali, più basse, divise in piano terra, piano nobile e granai. Il lato sinistro, porticato, si affaccia sull'attuale Piazza XX Settembre ed attualmente integra un esercizio commerciale da quale si può accedere al cortile interno.
• Palazzo Municipale ex Grimani (mw9qXVIII secolo). L'attuale palazzo, sede municipale, trae origine dal precedente Palazzo Grimani ampiamente ristrutturato e del quale rimangono solo alcune parti. Sulla sua facciata è presente una terrazza centrale, sopra la quale è apposto un altorilievo rappresentante lo stemma comunale, e sulle parti laterali una coppia di lapidi, a sinistra quella più antica dedicata al patriota locale Alessio Beltrame ed a destra, più recente, murata in occasione del centenario della nascita di mw9gUgo Zagato.
• Villa Menotti, ora Cervati (XVII secolo). Complesso architettonico posizionato fuori del tessuto urbano di Gavello, nei pressi della sponda sinistra del mw-aCanalbianco e del ponte che collega il comune di Gavello con quello di mw-qCeregnano. Il complesso riprende l'impostazione classica della mw-gvilla veneta in accordo alla sua funzione, inserita in una grande proprietà agricola. Recentemente fatta oggetto di restauri conservativi, la villa appare attualmente separata dalla mw-wbarchessa per l'attraversamento dell'attuale Via Canalbianco Superiore.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-13[13]

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Giulietto Fantinati | Lista Civica | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Giulietto Fantinati | Lista Civica | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Ampelio Spadon | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Ampelio Spadon | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Diego Girotto | Lista Civica "Uniti per Gavello" | Sindaco | |
| 2019 | in carica | Diego Girotto | Lista Civica "Uniti per Gavello" | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaq0mwaq4mwaq8Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwarademo.istat.it, mwareISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwarumwarymwarcClassificazione sismica (mwargmwarkXLS), su mwarorischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwar4mwar8mwasaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwasemwasiPDF), in mwasmciterefmwasqLeggemwasu mwasy26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwascAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwasg 151. mwaskURL consultato il 25 aprile 2012 mwaso(archiviato dall'mwassurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwas8mwatamwateActa Concordium (mwatimwatmPDF), su mwatqconcordi.it, Accademia Concordi. mwatuURL consultato il 25 novembre 2011 mwaty(archiviato dall'mwatcurl originale il 23 settembre 2015).
cite-note-veneto-iii-p-12-55. mwaueIl Veneto paese per paese, volume 3, pag 12.
cite-note-comune-di-adria-66. mwauumwauymwaucArchivio Storico - Archivio Antico Comunale, su mwaugComune di Adria, www.comune.adria.ro.it. mwaukURL consultato il 1º settembre 2020 mwauo(archiviato dall'mwausurl originale il 19 dicembre 2012).
cite-note-veneto-iii-p-13-77. mwavuIl Veneto paese per paese, volume 3, pag 13.
cite-note-88. mwavkmwavomwavsBozzetto dello stemma del Comune di Gavello, su mwavwACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwav0URL consultato il 9 ottobre 2024.
cite-note-93. mwaweBollettino Ufficiale della Consulta Araldica, vol. I, n. 2, maggio 1892, p. 95.
cite-note-1010. mwawumwawymwawcGavello, su mwawgArchivio Centrale dello Stato. mwawkURL consultato il 9 ottobre 2024.
cite-note-veneto-iii-p-14-1111. mwaw0Il Veneto paese per paese, volume 3, pag 14.
cite-note-1212. mwaxemwaximwaxmDescrizione, su mwaxqParrocchia Beata Vergine delle Grazie di Gavello (Ro), mwaxuhttp://www.parrocchie.it/gavello/beatavergine/index.html. mwaxyURL consultato il 13 agosto 2011.
cite-note-1313. Dati tratti da: mwaxomwaxsmwaxwmwax0mwax4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwax8mwayaPDF), su mwayeebiblio.istat.it, mwayiISTAT. mwaymmwayqmwayumwayyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaycesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• M. Bulgarelli, La Contea di Gavello, ed. La Malcontenta, 2007 Venezia.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gavello

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.gavello.ro.it.
• mwaziGavello, su Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, polesineterratraduefiumi.it. URL consultato il 13 marzo 2011.
• mwazqGavello, su rovigobox.it. URL consultato il 13 marzo 2011.